Liguritudine, Passiti, Sciacchetrà

Sciacchetrà, l’oro liquido delle Cinque Terre

Sciacchetrà, l’oro liquido delle Cinque Terre, uno dei migliori vini italiani, passito dolce e delizioso nettare di divina ambrosia, da sempre simbolo di gratitudine e riconoscenza, solitamente presente a Natale. Tanto buono e prezioso, quanto splendida e meravigliosa è la terra che lo origina, vigneti arrampicati e aggrappati alle rocce a picco sul mare ligure, unicamente nel Parco delle Cinque Terre. È proprio dalla sapidità delle acque marine che nebulizzate dai venti di Libeccio si posano sui grappoli e li arricchiscono , prende la magnifica complessità dello spettro aromatico, nei profumi e nella beva golosa.

La produzione richiede tenacia e caparbietà da parte dei vignaioli che devono faticosamente coltivare e lavorare in pendenza su terrazzamenti mantenuti da muretti a secco, sospesi ripidamente in bilico sul mare; la ricerca dei migliori grappoli, uno ad uno solo nelle migliori annate, raccolti a mano e appesi o distesi ad asciugare; l’appassimento per almeno due mesi; la sgranatura sempre manuale e la cernita dei soli chicchi sani scartandone i non adatti, che all’uopo raduna le famiglie dei produttori per il rito della selezione dei singoli grani concentrati che andranno pigiati , schiacciati per tirar fuori il meglio, schiaccia e tira , sciacche e trà; tutto ciò rende la resa scarna e preziosa, la produzione di Sciacchetrà è così scabra e rara, da rendere questo un vino celebrativo .

Lo Sciacchetrà è un gioiello unico, regalo per antonomasia per le occasioni, per le feste di Natale, per le celebrazioni in famiglia, come gesto di riconoscenza alle persone importanti, al medico che ti salva la vita. Con il suo gioioso colore ambrato e lucente racchiude il sole e la magia sorridente mediterranea. La nota balsamica data dalla terra di origine e dalla salinità rende lo Sciacchetrà ricco, vellutato e consistente, fine ed elegante, raffinato e complesso, dolce e non stucchevole, equilibrato e molto persistente, con profumo di frutta secca, vaniglia, noci e nocciole, uvetta, fichi disidratati e albicocche e pesca in composta, miele di castagno e caramello, elicriso e liquirizia. Già decantato e ricercato dal 1300 in tutte le corti europee, come narrato da famosi letterati, da Plinio a Petrarca a Carducci.

Tutto ciò in un gran vino, longevo che raggiunge tranquillamente in perfetto stato venti o trent’anni di affinamento, la cui scelta contribuisce ad aiutare la viticoltura sostenibile, i contadini che eroicamente ne proseguono la difficile produzione estrema e che, mantenendo i terrazzamenti, consolidano e preservano saldo questo fragile e difficile territorio, in equilibrio precario, il meraviglioso e spettacolare paradiso delle Cinque Terre.

Lo Staff del Ghemé: Chiara e Laura

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